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© 2024 Antonella Rutigliano

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LO "SVANTAGGIO" È UN VALORE AGGIUNTO..

ANTOELLA RUTIGLIANO, ATLETA PARATLETICA. SARÀ TESTIMONIAL DELA TRENTUNESIMA CAMMINATA DELL'ASSIA

di Marianna Castelluccio

Ha grinta da vendere la madrina della trentunesima edizione di Incontramoci all'arrivo, storica camminata promossa dall'associazione locale di volontariato Assia.
Un nome e un volto noto dello sport paralimpico, Antonella Rutigliano (nella foto sotto), classe 1971, personal traner, ciclista e manager di una palestra nel cuore di Milano.
Abbiamo fatto una chiacchierata con lei.

Cosa la lega a San Donato e perché ha accettato l'invito di Assia?

Il filo conduttore è lo sport, per sette anni ho lavorato, come responsabile, al Trefor club di San Donato.
Poi sono tornata qui mesi fa (settembre 2017 ndr), in occasione dell'inaugurazione della ciclostazione Officina bici & caffi, per un incontro sul tema sport e disabilità, dove ho conosciuto Assia.
Una bella realtà locale che, con entusiasmo e numerose attività, supporta persone e storie di disabilità, proprio come la mia.
Nel 1988, a 16 anni, infatti, dopo un incidente in moto ho perso l’uso del braccio sinistro e della mano.
Una brutta pagina della mia vita, che mi ha fatto rinunciare al sogno di diventare un microchirurgo, ma che ho superato mettendo prima in piedi una palestra, aperta a disabili e non, e poi studiando per diventare istruttore di pilates, spinning e dietista.
Per caso, nel 2012, sono salita in sella alla bici, spinta dall’amico e campione paralimpico Paolo Viganò.
E, cosi, chilometro dopo chilometro, ho conquistato 6 titoli nazionali, diverse medaglie d'oro agli europei e il 1' posto al Ranking mondiale.
Purtroppo nel 2015, durante un allenamento, un nuovo brutto incidente mi ha immobilizzata per diverso tempo.
Ci ho messo forza e cuore per tomaie in pista più aggressiva di prima.
Ed è cosi che, nel 2016, ho guadagnato nuovi ori: uno ai Campionati italiani paralimpici di MTB a Treviso e due in Europacup paracycling in Serbia.
Nello stesso anno ho strappato il quinto posto cronometro ai Campionati mondiali in Belgio e ho pedalato per 2.100 km nella Long Ride Marche Londra.

Sarà in strada con i partecipanti durante la camminata?

Mi piace camminare, perciò credo di unirmi al gruppo.
Se invece mi chiedessero di correre ci penserei un attimo, optando magari per i pattini.
In ogni caso voglio farmi portavoce dell'importanza dello sport per tutti, in particolare per i disabili che, proprio attraverso l'attività fisica, possono imparare a valorizzarsi.
Credo fermamente che lo "svantaggio” sia un valore aggiunto..

Prossimi obiettivi?

Fare il record mondiale dell’ora su pista, con una media di 41 chilometri in bici.
Ma non solo.
Ho ottenuto il certificato medico agonistico per il nuoto e la licenza di guida per quad, con cui l'anno scorso sono arrivata seconda al Campionato italiano.
Mi attendono perciò tanti allenamenti e nuovi traguardi.

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