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© 2024 Antonella Rutigliano

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Gli "invisibili" dello sport alzano la testa

 

30 Maggio 2020

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Sono tantissimi.

 

Si sono organizzati su WhatApp, e ieri mattina, venerdì, a San Siro, hanno protestato pacificamente perché lo Stato si ricordi anche di loro: gli «invisibili» dello sport, una delle categorie più colpite dalla crisi legata al lockdown.

 

Istruttori sportivi: una categoria di "invisibili"

 

Sono istruttori di nuoto, di fitness, di yoga, personal trainer.

 

«Collezionisti» di brevetti e titoli di studio che si affastellano sui curriculum, ma che raramente valgono un contratto di lavoro stabile. Anzi. I contratti di «collaborazione sportiva», spiegano, sono il trionfo della precarietà.

 

Ora che l’emergenza Covid-19 ha chiuso le palestre e le strutture sportive, per molti di loro la pausa significa semplicemente disoccupazione a entrate zero. Tra loro ci sono anche tre professioniste della Bassa e del Cremasco, che in questi giorni hanno diffuso interessanti lettere aperte per riflettere sulla loro condizione. Sara Carminati, trevigliese, Maria Di Guido, cremasca, e Antonella Rutigliano, atleta paralimpica di Spino d’Adda che dopo una vita a gestire palestre, ora tiene corsi anche per chi - come lei - ha dovuto affrontare i postumi di un brutto incidente o un percorso oncologico.
"Covid ha fatto emergere una categoria di invisibili - raccontano - Senza contratti stabili, senza sicurezza sul lavoro, e ora senza lavoro" spiega.

 

Carminati è istruttrice di nuoto, anche nella piscina cittadina.

 

Di Guido insegna fitness musicale, e fit kombat, con studi a Londra, Parigi e Madrid. Rutigliano, invece, si è specializzata tra le altre cose in Pilates. Per tutte e tre, lo stop di Covid-19 ha significato un blocco quasi totale delle entrate.

 

"Molti gestori di palestre ci chiedono in queste settimane di tenere corsi online per mantenere un rapporto con i nostri corsisti - spiegano - E va bene, per carità: capiamo il momento.

 

Certamente non possiamo farlo gratis, come in molti datori di lavoro invece ci hanno chiesto".

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