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Antonella e la forza di superare la disabilità

 

26 Giugno 2020

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Antonella Rutigliano:

 

una vita di sport e successi 

 

nonostante un brutto incidente 

 

dalla quale è uscita con una 

 

disabilità al braccio

 

Disabilità e lockdown: l'atleta paralimpica non si ferma nemmeno durante l'isolamento sociale

 

Spino d'Adda - Mentre Alex Zanardi lotta in terapia intensiva dopo il terribile incidente che l'ha visto protagonista nel Senese, anche nel Cremasco c’è una donna che sa bene cosa significhi ricominciare da capo.

 

Antonella Rutigliano ha 49 anni e un passato di sacrifici e soddisfazioni.

 

Nata nel 1971, a 16 anni è rimasta vittima di un grave incidente motociclistico in seguito al quale è entrata in coma.

 

Sottoposta a una trentina di interventi chirurgici dovuti alle molteplici fratture, Antonella non ha mai lasciato

 

spegnere la sua ardente passione per i motori.

 

Non solo è stata istruttrice di fuoristrada, tre anni fa è riuscita a piazzarsi seconda in una competizione

 

fra normodotati.

 

“Amo quello che faccio", è questo il segreto di Antonella, che nonostante ambisse a diventare chirurgo,

 

ha reinventato la sua vita, aprendo due palestre e un centro benessere.

 

“Il primo incidente l'ho avuto a 16 anni, ho ricevuto perfino due estreme unzioni, ha scherzato.

 

Sono rimasta due anni in sedia a rotelle, ma grazie alla mia testa di legno sono tornata a fare sport.

 

La disabilità mi ha fatto cambiare modo di vedere la vita.

 

Non volevo ripiegare su altri mestieri, ma con una mano sola non avrei potuto operare, così

 

ho fatto del mio male il mio mestiere".

 

Nemmeno due tumori e la radioterapia sono riusciti a metterle i bastoni fra le ruote o a toglierle il sorriso di cui i suoi allievi si sono innamorati.

 

Insegnante poliedrica, è nata come istruttrice di body building, ma ha fatto corsi di spinning, idrobike, pilates.

 

Tutt'ora lavora come collaboratrice in alcune palestre, dove non sempre le viene riconosciuto il giusto merito.

 

“Essere disabili significa compiere un miracolo ogni giorno”, ha detto.

 

Nonostante i disabili vengano mediaticamente messi sul trono, mi è capitato di subire discriminazioni in ambiti che non avrei mai pensato penalizzassero la mia condizione. Io godo quando vado a lavorare, è tutta la mia vita.

 

Non voglio niente di più di quello che mi spetta, dalla vita in generale, ma a volte mi chiedo a cosa servano 30 anni di sacrifìci".

 

Nel 2013, l’amico Paolo Viganò la fece avvicinare a una disciplina che non aveva mai affrontato prima di allora, il ciclismo.

 

Da allora ha inanellato una serie di partecipazioni e successi interminabile, che elencare in maniera completa è quasi impossibile.

 

Fra le vittorie più importanti del 2013, ben 4 titoli italiani.

 

Prima ai Campionati paralimpici su strada di Verolanuova, dove ha conquistato l'oro nella prova a cronometro e nella prova in linea.

 

Poi ai Campionati italiani paralimpici su pista a Dalmine, dove ha acciuffato l'oro nella prova a inseguimento e nei 500m lanciati. Il 2014 è stato un anno esplosivo, durante il quale Antonella ha collezionato due titoli italiani, un secondo posto in Coppa Europa e il quarto e quinto posto in una prova di coppa del mondo e il quinto posto.

 

Sempre in ambito europeo sono arrivati altri due ori (combinazione della gara in linea e gara a cronometro), conquistati a Vratna, Slovacchia e a Belgrado, in Serbia. Il 27 agosto dello stesso anno, il ranking mondiale la vedeva al primo posto.

 

Il 2015 inizia con la conquista della maglia rosa al Girò d'Italia PIT (paracycling italian tour).

 

Alla "Due giorni del mare", gara ciclistica internazionale di Marina di Massa, Antonella ha vinto l'oro nella gara in linea e in quella a cronometro.

 

Il 29 maggio Antonella è ancora prima nel ranking mondiale e con una seconda maglia rosa, un bronzo e un argento in competizioni italiane, chiude la stagione prematuramente a causa di un brutto incidente verificatosi in allenamento. Il 2016 riparte alla grande, con un bis di ori alla "Due giorni del mare" di Massa Carrara. Oro in linea e oro nel cronometro che anticipano il bronzo (cronometro) della Verola Paracycling tour e l'argento (in linea) del Brixia paracycling tour.

 

All'Uci World Cuo paracycling svoltasi in Belgio, Antonella si deve accontentare di un quinto e un quarto posto, prima di vincere i Campionati italiani assoluti di paraciclismo.

 

A settembre è poi tornata a Belgrado, da cui è rientrata portando al collo le solite due medagli d'oro (in linea e a cronometro).

 

Degna di menzione anche la Long Ride Marche che l'ha portata a percorrere 2100 km in bicicletta, fino a Londra.

 

La stagione 2017 Antonella ha portato a casa "solo" tre argenti nel Giro delle miniere (prima tappa, seconda tappa e cronometro) oltre alla partecipazione alla Long ride: Crazy italian Rally, un giro d'Italia in sella alla bicicletta, da Biella a Pachino.

 

Nel 2018 Antonella ha partecipato solo ai Campionati italiani su pista, ma non ha faticato a portare a casa il titolo italiano a inseguimento e quello sui 500 metri con partenza da ferma.

 

La stagione 2019 l'ha vista impegnata ai Campionati italiani assoluti su strada, piazzandosi al terzo post nella cronometro e quarta nella gara in linea.

 

Nonostante la grinta e la passione, che le ha fatto scavalcare qualsiasi avversità, Antonella non può dirsi completamente soddisfatta, specialmente da quanto l'emergenza sanitaria le ha scombinato i piani, facendole saltare un’importante appuntamento automobilistico in Marocco, al quale avrebbe dovuto partecipare a marzo.

 

“Durante il lockdown ho messo nella mia taverna le attrezzature che avevo comprato per l'ultima palestra, ha spiegato.

 

Mi sono allenata tutti i giorni e non mi sono mai annoiata.

 

Ho iniziato a fare videolezioni sul web, proponendo corsi interattivi, ma non è come lavorare a tu per tu con le persone".

 

Per il futuro, Antonella intende aprire uno “Studio Personal”, anche perché le situazioni contrattuali nelle palestre in cui lavora o ha lavorato, sono spesso inesistenti.

 

“Prima del covid facevo 30 ore a settimane, ora a malapena tre, ha commentato.

 

C’è gente assunta con 13esima e premi produzione, mentre ai collaboratori sportivi viene chiesto di pagarsi interamente i corsi per il conseguimento dell'attestato per fare lezioni al tempo del covid.

 

In più io do fastidio perchè nonostante la disabilità ho carisma e questo non ti rende la vita facile".

 

Infine, una parola sull'amico e collega Alex Zanardi, rimasto vittima di un incidente terribile dal quale non si sa ancora come il campione uscirà.

 

“Sembra che rimarrà cieco da un occhio, ha commentato tristemente.

 

Ora è in coma farmacologico, ma al risveglio lo attenderà un periodo di grandi sofferenze.

 

Ricordo quando dopo il mio incidente, mi misero una cannula nella schiena che nonostante l'anestesia mi ha

 

creato grande dolore, quindi ha tutta la mia comprensione".​

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